Cibo vivo… ma non il solito piatto!

June 19th, 2010 cinghialo No comments

Poco tempo fa ho recuperato tramite un amico che è andato al convegno AIK un po’ di cibo vivo diverso dalle “solite” dafnie o artemia salina :-)

Due sono gli starter che ho ricevuto, i Dero digita (conosciuti come micro-tubifex) e gli Enchytraeus buchholzi (conosciuti come Grindal Worms)

I Grindal erano pochissimi contenuti in degli strani sassolini asciutti. Dopo essermi informato un minimo li ho trasferiti in un piccolo contenitore di plastica con la terra di alcune piante del giardino. Ho iniziato ad alimentarli con piccolissime scaglie di cibo che vedevo scomparire dopo qualche giorno poi… la popolazione è esplosa ed adesso dopo qualche minuto che metto le scaglie di cibo la situazione è questa:

In pratica spuntano dal nulla migliaia di questi piccoli vermini trasparenti che divorano in poche ore le scaglie.

Giusto per chiarirsi le scaglie sono di spirulina e i Grindal sono i fasci bianchi intorno al verde.

I Dero Digita sono più facili da “capire”: sono sempre piccoli filamenti ma sommersi in acqua e di colore rossastro, si aggregano autonomamente in palle in acqua libera e si spostano verso il cibo. A volte si muovono anche singolarmente ma è più raro, l’ho visto fare molto solo all’inizio, quando probabilmente è saltato qualche valore dell’acqua ed evidentemente stavano soffrendo una carenza di ossigeno e puntavano verso la superficie. Anche loro sono aumentati tantissimo rispetto a delle piccole palline iniziali, e l’aspetto è questo:

Ah… ancora non li ho dati da mangiare a nessuno, mi dispiace quasi… :-D

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Finalmente dei nuovi amici!

April 24th, 2010 cinghialo 2 comments

Dopo mesi e mesi di attesa, grazie all’aiuto di Marco e Maurizio, sono riuscito finalmente a procurarmi 2 femmine ed un maschio di apistogramma baenschi inka 50, per fare compagni al mio maschietto rimasto solo da più di un anno e cresciuto mangiandosi un sacco di caridine :-)

Il maschio arrivato è più grande del mio, anche se meno colorato; probabilmente è più giovane ma ha avuto una migliore alimentazione. Le femmine sono circa della grandezza del mio maschio, anche se un po’ smagrite.

Ecco qualche foto del mio prediletto:

Uruguay – Le attrezzature utilizzate per la pesca

April 8th, 2010 cinghialo 2 comments

Come pescavamo in Uruguay?
Le tipologie di reti utilizzate erano molto varie per la costruzione e la grandezza.

Prima di tutto… per un fiume grande ci vuole una grande rete! Quindi dove era possibile abbiamo utilizzato una rete molto ampia, con una sacca centrale,

che veniva trascinata verso la riva tenendola dai lati con, in alto, le mani, ed in basso, con i piedi:

successivamente si procedeva al controllo ed alla prima selezione dei pesci che erano stati catturati nella rete:

per situazioni simili, ma in cui non era possibile o conveniente utilizzare la rete grande, era conveniente utilizzare una rete corrispondente a quella gigante ma di misura inferiore:

Un secondo tipo di rete a disposizione era piccola e da lancio. Una volta lanciata aperta in acqua, al momento del ritiro si chiudeva alla base insaccando i pesci che erano rimasti bloccati nel perimetro:

Era una rete molto versatile e di rapido utilizzo, sia per la misura minuta che per la minore necessita di pulizia e manutenzione rispetto alla grande a strascico.

Sempre scendendo di misura e cambiando i luoghi di pesca avevamo a disposizione una rete piccola a cucchiaio per “raccogliere” piccoli pesci e gamberetti in zone difficilmente accessibili, in mezzo alle piante, filtrando la terra o sotto alle piante galleggianti.

Abbiamo utilizzato questo tipo di rete prevalentemente per pescare Apistogramma, Corydoras, Bunocephalus, Rineloricaria, Gamberetti e Gamberi, simil-Poecilidi e piccoli Caracidi

questo è un esempio di pesca di Corydoras Paleatus:

A volte infine bastava un semplice retino ed un po’ di pazienza per catturare un po’ di ancistrus sotto ai sassi:

Tutti i pesci, una volta catturati con le diverse reti, venivano o ributtati in acqua o inseriti in dei piccoli contenitori gialli in attesa di una ulteriore selezione alla fine della sessione di pesca:

e chiaramente la selezione era effettuata a mano spostando i pesci che potevano interessare in dei nuovi contenitori o togliendo quelli che non interessavano, dipendentemente da quanto era pieno il “calderin” si poteva procedere in un modo o nell’altro, in quanto a volte poteva essere facile catturare l’Hisonotus che interessava o…

…difficile capire cosa avevamo messo insieme con il passare delle ore:

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