L’ultimo aggiornamento sulla piccola rineloricaria sopravvissuta, con cui chiudo la fotocronaca del tentativo di riproduzione (fino al prossimo almeno).
L’ultima sopravvissuta sta crescendo bene, ogni giorno viene nutrita con artemia viva e sera micron, ormai sarà un centrimetro e mezzo e sembra molto simpatica
:

Ho fatto tutto al meglio ma evidentemente non è bastato:
- isolamento in vaschetta
- (tentativo di) nutrizione con artemia
- una bella foglia algosa nella nursery
ma… purtroppo giorno per giorno le rineloricarie si sono dimezzate, e solo una sembra aver imparato a nutrirsi di artemia appena schiusa.
Come dice Enrico nei commenti al post andrà fatto ancora qualcosa:
- lasciar crescere alghe e batteri nella vaschetta
- provare con artemia decapsulata
Vedremo… intanto ecco una foto dell’ultimo rimasto in un bagno di artemia:

Dopo quasi 10 giorni le uova di rineloricaria si sono schiuse, meglio tardi che mai. L’isolamento del maschio e delle uova è stato sicuramente utile, anche se rispetto alle numerose uova ho trovato ieri sera solo una dozzina di piccoli. Andrebbe capito che fine hanno fatto gli altri.
Il maschio era appeso ad una parete della gabbietta in tessuto ed i piccoli sul fondo.
Ho effettuato 4 operazioni a questo punto:
- messa in opera dello schiuditoio di artemia
- rimozione del maschio
- spostamento degli avannotti (sono già avannotti?) in nursery con ossigenatore e minifiltro
- chiusura delle grate laterali della nursery con lana di perlon, giusto per non rischiare che fossero risucchiati da qualche pescione all’esterno
Adesso incrociamo le dita, sperando che l’artemia schiuda regolarmente in 24 ore e che i piccoli non cerchino cibo prima (si vede ancora il sacco vitellino, spero di no…)
Ed ora qualche foto.
Ultimo giorno da uova:

schiusa:

paparino:

nuova nursery:

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